| Era un casolare semplice, come quelli che si vedono in pubblicitá. Una cascina su due piani sperduta nelle campagne toscane. Il giallo invecchiato della costruzione si fondeva pienamente con i campi di grano che si estendevano intorno. Il sole morente batteva sull’aia dove alcuni cani sonnecchiavano placidamente all’ombra di un grande albero. Il rumore era una cosa sconosciuta in quel luogo. Sulla facciata si mostravano azzurre persiane in legno che occultavano alla vista l’interno della casa mentre alcuni oggetti di mobilio giacevano come dimenticati sotto un piacevole porticato in fiore. La luce del sole stava ormai svanendo dietro le colline proiettando colori nel cielo che facevano sognare di essere in un posto alieno. Da dietro le persiane due occhi grandi e profondi scrutavano la strada sterrata che conduceva verso la civiltà. I due grandi cani che giacevano vicini all’albero rizzarono le loro orecchie senza muoversi. Quasi come un brusio si alzo il rumore di una frgonetta che si avvicinava sobbalzando verso il cascinale fino a fermarsi al lato del muro che delimitava il cortile interno. Dal veicolo scese con fare svogliato un giovane dai capelli scuri. Sulla sporca tuta di color bianco era impresso con colori vivaci il logotipo di una impresa di consegne a domicilio. Con passo lento prelevó dal retro del furgone un pacco argentato di medie dimensioni accuratamente sigillato e si diresse verso la casa. Al passare all’interno del cortile gettó uno sguardo timoroso verso i grossi cani che nel frattenpo avevano alzato le loro teste quasi per sorvegliare le intenzioni dell’essere umano. L’uomo si fermo sotto il porticato ammirandone la bellezza e diresse successivamente lo sguardo sulla cartelletta che teneva in mano per controllare alcuni appunti. Gli ordini erano stati chiari e l’importo gia pagato. Doveva lasciare semplicemente il pacco all’ombra del porticato sopra il tavolo, dove avrebbe trovato una generosa mancia. Sorpreso il giovane trovò effettivamente un mazzetto di denaro accuratamente disposto sul tavolino biancoin ferro battuto. Almeno 300 €uro messi li in bella mostra. Son un sorriso prese i soldi in mano e li guardò con aviditá, mentre il suo udito venne scosso da un grugnito sinistro. I due grossi cani si erano avvicinti a lui emettendo un suono oscuro e minaccioso. Con il terrore dipinto sul volto il giovane indietreggió urtando una sedia con disegno simile a quello del tavolo e lasciando bruscamente il pacco sul tavolo emise un gemito di preoccupazione. Come quasi per incanto, i cani smiesero di terrorizzare il giovane e trotterellando tornarono a stendersi all’ombra dell’albero come se nulla fosse successo. Il fattorino totalmente confuso si allontanò velocemente da quel luogo strano e da quelle strane bestie, e accendendo in fretta il suo veicolo sgommò sulla strada alzando un grosso polverone allontanandosi. Il sole oramai era solo un ricordo e all’orizzonte varie tonalitá di rosso lasciavano spazio ad un viola pacifico e avvolgente. Le due bestie di scatto si alzaroo e scodinzolando si diressero verso il porticato dove, quasi per magia si materializzò una figura maschile vestita da un elegante abito scuro di taglio moderno. Grandi occhi scuri fissavano amabilmente i cani con un sorriso compiaciuto sul viso scavato e pallido. Con dolcezza accarezzo il pelo duro degli animali pronunciandogli parole di affetto. Con fluiditá innaturrale prelevoó dal tavolo il pacco e si diresse all’interno della casa chiudendo alle sue spalle la pesante porta di legno che ne indicava la unica entrata. I cani si distesero ai lati della porta vigilando attentamente l’ambiente circostante. Il suolo in cotto riecheggiava i passi decisi dell’uomo in un ambiente ammobiliato in chiaro stile campagnolo. La cucina in legno massello era semplice e efficente e su un grosso tavolo centrale l’uomo delicatamente appoggio il pacco appena ricevuto. Con abili mosse tiò fuori dalla confezione ermetica una grande torta oscura, la morte di cioccolata. Era così che si chiamava quella creazione. Era composta da vari strati e vari colori, ma unicamente di cioccolata. I grandi occhi brillarono nell’oscuritá ammirandone la maerstia nell’elaborazione e nella guarnizione mentre prese dal fornello una piccola casseruola dove stava bollendo un denso liquido oscuro, ottenuto fondend le piú pregiate polveri di cacao purissimo. Mise la torta su uno splendito piatto in argento con ricchi motivi floreali e verso sulla torta il ricco composto della casseruola, e per ultimare il tutto cosparse la torta con delle lamine a forma di stella ricavate da sottili fogli di cioccolata di varie tonalitá. Per dare un pocco esotico a quella oscura creazione fini la decorazione ponendo intorno una serie di frutti rossi di colore decisamente intenso. Fu soddisfatto. Si passò la mano tra i capelli corti lasciando intravedere in lui un’etá non superiore ai 30 anni, ma la luce negli occhi e i modi di fare denotavano una esperienza e una saggezza secolare. Raccolse il dolce dal tavolo e poche altre cose e si diresse verso il piano superiore della casa. Ma quasi come un controsenso i suoi passi furono assolutamente silenziosi. Come un’ombra nella notte svanì salendo la scala che portava alle abitazioni superiori. Aprì lentamente una delle tante porte che si trovavano nel corridoio, e entrò in una stanza riccamente decorata in stile rinascimentale. Grossi quadri e arazzi occupavano per intero le pareti mentre eleganti mobili d’epoca completavano l’arredamento Nel centro della stanza, un immenso letto in oscuro ferro battuto era circondato da bianche tende in leggero velo semitrasparente. Scosttando ul lato della tenda i grandi occhi scuri si fermarono ad ammirare la dormiente che giaceva immobile, con una semplice veste da notte di seta rossa e ricami. Seduto sul letto per un tempo non ben definito aspettò che la donna si ridesto lentamente dal suo sonno, aprendo gli occhi e stiracchiandosi i muscoli come una bambina appena sveglia. All’incontro degli sguardi la donna sorrise amorevolmente e l’espressione del suo viso si mutó in meraviglia e sorpresa a vedere il dolce al lato del suo letto. Lentamente lei si tirò a sedere appoggiando la schiena contro la spalliera del letto mentre lui serviva un pezzo di dolce alla sua signora. Lei con una fugace carezza sul viso dell’uomo lo fece sorridere. Il suo sguardo tenero si spostó repentinamente sul piatto che lui gli stava porgendo. Con lentezza si gustó ogni singola forchettata del pezzo di torta, mantenendolo in bocca il piú possibile, per poter assaporare tutte le fragranze e tutti gli aromi della portata, per poi infine gettare il boccone masticato su un altro piatto. L’operazione si ripeté per tutta l’interezza della torta, e ogni volta gli occhi di lei si ciusero per potersi concentrare nel gusto, lasciandosi trasposrtare come cullata dalle onde del mare calmo del piaere. Spesso i loro sguardi si incrociarono, tra languidi sorrisi di approvazione e dolci espressioni di piacere culinario. Senza dire mai una parola. Quando ormai il pasto fu terminato l’uomo raccolse dalle morbide mani di lei il piatto vuoto e raccogliendo le altre cose si alzó per portare giu le stoviglie. Ma la mano di lei si chiuse come una morsa intorno al suo braccio.Le sue morbide e umide labbra, con ancora su il sapore di cioccolata, si appoggiarono alla guancia di lui, lasciandogli un buffo segno di bacio fatto con la cioccolata. Lui usci con un ebete sorriso sdipinto sul viso portando in cucina le stoviglie sporche in modo che potesse pulirle. Quando ebbe finito con tale operazione usci nel porticato, e ammirando la pace e il silenzo seduto comodamente si accese una sigaretta, mentre i cani si lasciavano coccolare dalle sue mani forti. Dopo un breve momento l’uomo senti la presenza di lei alle sue spalle. Spostó lo sguardo e la vide li dinanzi a lui, bellissima e fatale, seducente nel suo vestito da sera scuro. Scollato al punto giusto e disegnato per mettere in risalto le sue forme e le sue gambe che spuntavano da un largo spacco nella gonna lunga. I capelli scuri cadevano come seta sulle spalle e sul petto pronunciato, incorniciando il suo dolce e pallido viso. In silenzo lui le prese la mano, e insieme si avviarono verso la cviltá camminando come une angeli nella notte, verso gli uomini e le donne il cui sangue è il loro unico mezzo di sostentamento. |